LA COSTRUZIONE DELLA DEMOCRAZIA. Aperti i lavori della Summer School

Nella cornice di una delle piu’ incantevoli città pugliesi, Ostuni, si è dato inizio alla terza edizione della Summer School in Strategie Euro-mediterranee, che vanta la presenza di vari giovani esperti in politiche internazionali provenienti dall’Egitto, Israele, Marocco, Libano e diverse regioni del Sud Italia.
Il dibattito è stato aperto dal Presidente dello Iasem, l’Ing. Giuseppe Papaleo il quale, dopo aver illustrato gli obiettivi strategici, il modus operandi e i progetti finora sviluppati dalla sua associazione, ha spiegato la motivazione che ha spinto lui e il suo staff ad organizzare una settimana di approfondimenti sui temi relativi ai processi di democratizzazione in atto nei Paesi del Bacino del Mediterraneo. E’ stato scelto proprio il tema del “Concetto di Democrazia” perché è sembrata evidente l’urgenza di approfondire e discutere l’idea che tutti noi abbiamo di democrazia, in un momento storico in cui le masse della sponda sud del Mediterraneo hanno posto all’attenzione mondiale la questione democratica e in un momento in cui, in quasi tutti i Paesi della sponda nord del Mediterraneo, la crisi finanziaria sta mostrando la fragilità di certi sistemi democratici.
Il concetto di “democrazia” viene declinato in modo differente a seconda del punto di vista, del contesto socio-culturale, geopolitico da cui si proviene. Pertanto, sin dal questo primo giorno è stato interessante ascoltare il punto di vista di Rouba El Helou, reporter e giornalista libanese che ha eccellentemente analizzato il concetto di democrazia nel suo Paese, sotto diversi profili: politico, economico, sociale e culturale. Il Libano è indubbiamente uno dei Paesi con maggiori presenze e dinamiche religiose, sociali e culturali interne. Dall’esterno appare una terra perfetta, la cosiddetta “Svizzera del Medio-Oriente”, considerate la presenza di fondazioni bancarie stabili e lo stile dinamico della popolazione libanese e le sue interconnessioni col mondo. Nonostante questa positiva percezione, la realtà risulta essere totalmente diversa e resta ancora molto da fare affinchè si possa parlare di una vera e propria comunità civile democratica.
Resta, ad ogni modo, ancora molto da fare in tutto il Bacino del Mediterraneo; come ha affermato il Dott. Pierpaolo Grezzi, per “approdare” ad un efficace sistema democratico occorre innanzitutto una “rivoluzione culturale” e una presa di coscienza di se stessi, delle proporie potenzialità e del contesto circostante. Il mondo ha bisogno di cittadini consapevoli e responsabili.
E’ necessario approntare metodi e categorie innovativi e validi globalmente, che possano essere usati come strumenti per estendere i principi democratici a tutti: è fondamentale costruire un nuovo modo di pensare la democrazia, che sia estendibile a tutti. E’ essenziale trovare un linguaggio che possa esser accessibile e usato da tutti.

Il giorno seguente la prima sessione di discussione si è aperta con l’intervento della Prof.ssa presso l’Università LUISS di Roma, Marina Mancini, la quale ha spiegato il concetto di “democrazia” da un punto di vista meramente giuridico, focalizzandosi principalmente su quanto è citato, a riguardo, dai viari trattati dell’Onu e dell’Unione Europea. La docente ha poi introdotto la presentazione del paper di Giovanni Luchetti, specializzando presso l’Università Pontificia Gregoriana di Roma sull’ideale di carità nelle tre religioni monoteiste.
La seconda parte della vivace discussione è stata coordinata dalla docente e giornalista, Azzurra Meringolo la quale ha analizzato il concetto secondo cui l’Islam può essere o meno compatibile con un sistema democratico per poi concentrare la sua attenzione maggiormente sul caso Egitto, Paese dove vive per motivi accademici e professionali. Il concetto di democrazia in Egitto è stato affrontato successivamente da Dina Talaat Badr Elsayed, giovane esperta del Ministero degli Affari Esteri egiziano, la quale ha raccontato le percezioni degli egiziani circa la democrazia e definito gli ostacoli che il Paese, purtroppo, ancora oggi incontra nel processo di democratizzazione dell’intera cittadinanza.
Il tutto si è concluso con una visita guidata della città, quale uno dei tanti momenti di aggregazione e scambio di idee tra i giovani e le loro esperienze.

LA DEMOCRAZIA NEL MEDITERRANEO: GLI ULTIMI PREPARATIVI

 

Ostuni 15 luglio 2012 – La sfida della III edizione della Summer School in Strategie Euro Mediterranee è quella di sviluppare idee e lavorare su approfondimenti relativi al concetto di democrazia e alla pratica democratica nel Mediterraneo.

Lo staff IASEM è al lavoro a Ostuni per gli ultimi preparativi del corso che si aprirà domani pomeriggio. Un impegno notevole, in collaborazione con la Regione Puglia, la Fondazione Konrad Adenauer e RFI – Rete Ferroviaria Italiana, con un  obiettivo molto ambizioso, quello di far incontrare in Puglia studiosi junior ed esperti senior provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo, per  parlare delle forme di democrazia che possano davvero realizzarsi nel Mediterraneo.

La Puglia è una delle grandi piattaforme culturali del Mediterraneo, che si pone come Regione Mediterranea impegnata in un processo di costruzione dello spazio comune euro-mediterraneo.

E lo spazio comune euro-mediterraneo è l’idea portante del lavoro dello IASEM sin dalla sua nascita. Uno spazio comune che non implica un’unione politica o economica, ma la costruzione di una casa comune in cui le diverse anime culturali e politiche possano identificarsi, sviluppandosi attorno ad un progetto moderato condiviso. 

 

Dalla sede operativa allestita all’interno dell’Hotel Monte Sarago, si stanno mettendo a punto gli ultimi particolari. 

Domani è previsto l’arrivo di tutti i partecipanti e, da martedì mattina, inizieranno le sessioni di discussione. Ogni giorno, i ricercatori junior presenteranno i propri contributi scientifici durante incontri guidati da un chairman senior. Dopo la presentazione dei lavori, si aprirà un fitto dibattito, con l’obiettivo di mettere a confronto le diverse posizioni e le differenti modalità di declinare la pratica democratica, a seconda delle provenienze e delle sensibilità culturali e religiose.

Aggiornamenti sui dibattiti verranno forniti giornalmente. 

 

 

 

A pochi giorni dalla Summer School: INTERVISTA A GIUSEPPE PAPALEO

 

Ostuni 13 luglio 2012 – Mancano pochi giorni all’apertura della   settimana di discussione e approfondimento organizzata dallo IASEM, che rappresenterà un’ottima occasione per fare il punto sullo sviluppo dei processi democratici nel Mediterraneo e le relazioni tra la sponda nord e la sponda sud.

Proponiamo di seguito un breve scambio di battute con il Presidente dello IASEM, l’Ing. Giuseppe Papaleo, proprio a due giorni dall’avvio delle attività.

Studi Mediterranei: Quest’anno il consueto appuntamento estivo dello IASEM si sposta in Puglia, a Ostuni. Oltre all’incontestabile bellezza del posto, ci sono altre motivazioni che vi hanno spinto a questo cambiamento?

Giuseppe Papaleo: Le prime due edizioni della Summer School si sono svolte a Maratea, in Basilicata, un luogo cui sono molto legato personalmente e professionalmente. Nel corso dell’ultimo anno si è sviluppata una intensa collaborazione con la Regione Puglia, soprattutto in seguito al Convegno “Med Express”, organizzato dal RFI – Rete Ferroviaria Italiana, nella persona dell’Ing. Roberto Pagone, e a cui il nostro Istituto ha collaborato attivamente. Sono nate così idee progettuali, rapporti culturali, scambi di conoscenze. Devo dire che la Puglia è una regione con una forte vocazione mediterranea, con aziende che esportano in diversi Paesi del bacino del Mediterraneo, con antichi rapporti culturali e con un forte impegno politico verso il Mediterraneo, che si esprime in particolare  nell’Assessorato al Mediterraneo, guidato dalla Dr.ssa Godelli. Per tutti questi motivi  abbiamo raccolto questa nuova sfida. D’altro canto, lo IASEM ha anche una sede a Bari, oltre che la sua sede storica in Basilicata, a Maratea. Le due regioni sono strettamente connesse e noi speriamo di poter dare il nostro contributo nel favorire il loro rilancio verso il Mediterraneo.

Studi Mediterranei:  Da quali Paesi proverranno i partecipanti?

Giuseppe Papaleo: Oltre che dall’Italia, abbiamo ricercatori da Libano, Turchia, Israele, Palestina, Giordania, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Spagna e Francia.

Studi Mediterranei: Un’impresa notevole.

Giuseppe Papaleo: Sì, l’organizzazione delle attività ha richiesto uno sforzo notevole. Il tutto è stato possibile anche grazie a dei Partner d’eccellenza assoluta, quali la Fondazione Konrad Adenauer, RFI – Rete Ferroviaria Italiana e l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. La Dr.ssa Katja Cristina Plate, direttrice dell’Ufficio di Roma della KAS, insieme al suo staff, ha creduto profondamente nell’idea sin dall’inizio e ci ha supportati con forza. Lo stesso devo dire dell’Ing. Roberto Pagone, responsabile territoriale di RFI a Bari, che è un tecnico eccellente e un uomo dalla visione internazionale molto ampia: la sua ferma convinzione della necessità di una interazione tra realtà scientifiche ed economiche nel Mediterraneo lo ha spinto a vedere nelle nostre attività un elemento di lancio dell’internazionalizzazione pugliese. La Summer School non sarebbe stata possibile se non vi fosse stata la lungimiranza dell’Assessore Godelli, che ha deciso di puntare sull’altissima divulgazione e sul coinvolgimento di aziende, enti, università, ambasciate ecc. nel processo di apertura verso il Mediterraneo.

Studi Mediterranei: Il tema forte di quest’anno è “Il concetto di democrazia”. Non rischia di essere una scelta troppo generica?

Giuseppe Papaleo: “The concept of democracy” è il titolo del progetto avviato molti mesi fa in collaborazione con la KAS. Abbiamo chiesto ai giovani ricercatori del Mediterraneo di scrivere un articolo sul proprio modo di concepire la democrazia. I migliori 15 sono stati invitati a venire ad Ostuni per discuterne insieme. Dunque è un titolo generico proprio perché vuole mettere a confronto idee e realtà il più differenti possibile. L’ambizione è quella di ridiscutere questo concetto e provare a declinarlo in modi nuovi.

Studi Mediterranei: In che lingua parleranno i partecipanti?

Giuseppe Papaleo: In inglese.

Studi Mediterranei: Ci sono anche momenti aperti al pubblico?

Giuseppe Papaleo: Sì. I due workshop di giovedì e venerdì pomeriggio sono aperti a tutti e in lingua italiana. Giovedì parleremo di investimenti e sistemi bancari nel Mediterraneo, venerdì di progetti infrastrutturali.  E’ un modo per trasformare i risultati teorici delle discussioni in idee concrete di sviluppo. Io sono convinto che la democrazia si realizza pienamente se l’economia diventa davvero “democratica”.

Studi Mediterranei: Chiuderete sabato con l’evento finale, la conferenza dal titolo “Lo spazio comune mediterraneo”.

Giuseppe Papaleo: L’evento finale di sabato 21 luglio vuole tirare le somme delle attività della settimana, con esperti, ambasciatori, autorità politiche, con la speranza che emergano delle proposte concrete da presentare ai referenti politici presenti.

Studi Mediterranei: Dove è possibile trovare tutti i dettagli del programma?

Giuseppe Papaleo: Sul nostro sito http://www.iaseminstitute.org. E da lunedì daremo continui aggiornamenti delle attività in corso sia su questo blog, che su facebook e twitter.

Studi Mediterranei: In bocca al lupo!

Giuseppe Papaleo: Crepi.

SUMMER SCHOOL in STRATEGIE EURO-MEDITERRANEE: 16-21 luglio, Ostuni (Br)

Dal 16 al 21 luglio, nella splendida cornice di Ostuni, in Puglia, avrà inizio la Summer School in Strategie Euro-Mediterranee dello IASEM.
Si tratta di un programma di lezioni, seminari, dibattiti, che prende avvio dal “Concetto di Democrazia”. “The concept of Democracy” è infatti il titolo del progetto che lo IASEM sta sviluppando insieme alla Fondazione Konrad Adeneuer e che consiste nella selezione di papers sul concetto di democrazia, che poi verranno discussi all’interno degli incontri della summer school. Giovani ricercatori da tutto il Mediterraneo si incontrano per parlare di democrazia.
Oltre alle sessioni di discussioni, guidate da studiosi ed esperti di fama internazionale, sono previsti due workshop, uno sugli “Investimenti e i Sistemi Bancari nel Mediterraneo” e l’altro sulle “Infrastrutture nel Mediterraneo”; il programma si chiuderà con la conferenza pubblica di sabato sera dal titolo “Lo spazio comune euro-mediterraneo”, cui prenderanno parte autorità politiche ed accademiche impegnate nel dibattito sul Mediterraneo.

Le iscrizioni sono aperte e lo IASEM mette a disposizione borse di studio a copertura dei costi del corso.
Per informazioni, scrivere a info@iaseminstitute.org

Di seguito il programma della Summer School:

Lunedì, 16 LUGLIO 2012
Ore 17.00-18.00
Registrazione dei partecipanti
Ore 18.00-19.00:
Aperitivo di accoglienza

Martedì, 17 LUGLIO 2012
Ore 10.00-11.00
Presentazioni

Ore 11.00-13.00
Introduzione alla Summer School e al Progetto “The Concept of Democracy”

Pausa

Ore 16.00- 18.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Presentazione dei papers
Chairman:

Dr.ssa Christina Katja Plate
(KAS – Konrad Adenauer Stiftung)

Mercoledì 18 LUGLIO 2012
Ore 9.00 – 11.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Presentazione dei papers
Chairman:
Dr.ssa Azzurra Meringolo
(Giornalista)

Ore 11.00-13.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Presentazione dei papers
Chairman
Prof.ssa Marina Mancini
(Università LUISS – Roma; Università Mediterranea di Reggio Calabria)

Pausa

Ore 17.00- 20.00
VISITA GUIDATA NELLA CITTA’ DI OSTUNI

Giovedì 19 LUGLIO 2012

Ore 9.00 – 11.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Presentazione dei papers
Chairman
Prof. Antongiulio de’ Robertis
(Università di Bari)

Ore 11.00-13.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Presentazione dei papers
Chairman
Prof.ssa Ruth Hannau Santini
(Università “l’Orientale” di Napoli)

Pausa

Ore 16.00-17.00
Spazio dedicato allo studio e alla scrittura

Ore 17.00-19.00
INVESTIMENTI E SISTEMI BANCARI
NEL MEDITERRANEO
(Workshop)

Venerdì’ 20 LUGLIO 2012
Ore 9.00 – 11.00
Integralismo nell’islam politico
a cura del gruppo di ricerca del CISIP
Centro Italiano Studi sull’Islam Politico
(Seminario)

Ore 11.00 – 13.00
Integralismo nell’islam politico
a cura del gruppo di ricerca del CISIP
Centro Italiano Studi sull’Islam Politico
(Dibattito)

Pausa

Ore 16.00-17.00
Spazio dedicato allo studio e alla scrittura

Ore 17.00-19.00
LE INFRASTRUTTURE NELLO SVILUPPO
DEMOCRATICO NEL MEDITERRANEO
(Workshop)

SABATO’ 21 LUGLIO 2012
Ore 9.00 – 11.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Discussione
Chairman:
Prof. Paolo Garonna
(IASEM – ANIA)

Ore 11.00 – 13.00
“THE CONCEPT OF DEMOCRACY”: Discussione
Chairman:
Prof.ssa Valeria Fiorani Piacentini
(Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano)

Pausa

Ore 17.00-19.00
LO SPAZIO COMUNE EURO-MEDITERRANEO
LE OPPORTUNITA’ E I RISCHI
(Conferenza)

Roma, 29 maggio 2012 – Conferenza VOCI DELLE RELIGIONI DI FRONTE ALLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE INTERNAZIONALE

Di fronte alla grande crisi finanziaria che ha attraversato negli ultimi mesi gli USA e l’Europa e che mostra proporzioni planetarie, molti analisti e opinionisti si sono affrettati a sottolineare il carattere sistemico della crisi, che non riguarderebbe solo i meccanismi della finanza, ma più in generale i sistemi sociali e i loro valori.
Sono pochi, tuttavia, a saper indicare una via d’uscita reale. In che direzione trasformare il sistema valoriale? Con quali strumenti? Quali valori vanno davvero cambiati e quali vanno riscoperti? Chi può dirigere il processo di cambiamento? In che modo si può rendere la crisi una vera opportunità globale? Quali sono le sfide che vale la pena raccogliere?
Queste le domande che la giornata di studi si pone. Possono le grandi religioni offrire una risposta forte a simili domande?

PROGRAMMA
Saluti istituzionali:

Dr.ssa Serena Forni
Responsabile Relazioni Internazionali – Comune di Roma

Aprono i lavori:

Dott. Ing. Giuseppe Papaleo
Presidente IASEM – Istituto Alti Studi Euro Mediterranei

Dott. Gabriele Tecchiato
Segretario Generale Me.Dia – Mediterraneo in Dialogo

Dott.ssa Katja Plate
Direttore KAS – Konrad Adenauer Stiftung

Intervengono:

Prof. Felix Körner SJ
Teologo e Delegato del Rettore per le relazioni inter-universitarie e interreligiose – Pontificia Università Gregoriana

Dr. Cesare Efrati
Medico e Rabbino della Comunità Ebraica di Roma

Dr. Paolo Abd al-Ghafur Masotti
Imam e responsabile per il dialogo interreligioso del CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica)

Modera:
Dott. Pierpaolo Grezzi
Vice Presidente IASEM – Istituto Alti Studi Euro-Mediterranei

La delegazione IASEM ha incontrato Igor Lukšić, Primo Ministro del Montenegro

Dedica di Igor Lukšić al presidente Giuseppe Papaleo

 

Roma, 11 maggio 2012. Oggi alle 13.00 la delegazione dello IASEM, con il presidente Giuseppe Papaleo e il vicepresidente Pierpaolo Grezzi, ha incontrato il Primo Ministro montenegrino Igor Lukšić a Roma, in un incontro privato a margine della visita di stato del Presidente in Italia.

L’attenzione dello IASEM verso i Balcani mediterranei e verso il Montenegro in particolare si inserisce nell’ambito di una serie di progetti di cooperazione culturale e di approfondimento delle relazioni geopolitiche ed economiche che l’Istituto ha avviato dallo scorso ottobre. Il Montenegro ha una posizione strategica, tanto per la sua collocazione geografica di ponte tra il Mediterraneo, i Balcani e l’Est europeo, quanto per il suo attuale status di Paese che ha avviato le trattative per entrare a far parte dell’Unione Europea come stato membro.

L’occasione dell’incontro con Lukšić è stata la pubblicazione della traduzione italiana della sua raccolta di poesie “Il libro della paura”, per Qulture Edizioni, di cui Pierpaolo Grezzi è editore. “Il libro della paura” raccoglie le tensioni e i segreti di un uomo che oscilla tra un’esteriorità ineludibile e un’interiorità profondissima. Una raccolta di poesie e di pensieri in cui la sensibilità del poeta e la determinazione dell’uomo di governo si fondono in una poetica intima, che cerca un buio autentico, un silenzio coraggioso. La riflessione sulle maschere da indossare in pubblico contrasta continuamente con il bisogno dell’autenticità interiore. La poetica di Igor Lukšić non ha paura di scontrarsi con temi esistenziali decisivi quali la vera identità, la falsità dell’ego, le esistenze parallele, l’eterna lotta tra successo e sconfitta, tra la vita e la morte, il rapporto con la morale, con l’inconscio, con il sacro.

Lo scambio con Lukšić è stato molto cordiale e, oltre alle tematiche del libro e a temi letterari più generali, ha toccato le possibilità di sviluppo di progetti di scambio tra Italia e Montenegro. Studenti montenegrini saranno presenti alla Summer School in Strategie Euro Mediterranee dello IASEM, in programma per il prossimo luglio ad Ostuni, e lo IASEM ha proposto altri progetti di collaborazione con il governo presieduto da Lukšić.

L’idea di realizzare programmi di scambio ha trovato l’approvazione del Primo Ministro, che ha invitato lo IASEM a proseguire l’impegno a favore della cooperazione politica, economica e culturale tra i Paesi che affacciano sul Mediterraneo, dandosi appuntamento ai prossimi incontri previsti in Montenegro.

Il Presidente Lukšić ha donato allo IASEM copie del suo libro con una dedica speciale.

 

L’impegno dello IASEM nel dibattito sull’Euro-Mediterraneo / Das Engagement von Iasem Über die Debatte EUROPA-MITTELMEER

Roma, 21 aprile 2012 – La settimana appena trascorsa ha visto lo IASEM molto impegnato nell’ambito del dibattito sull’Euro-Mediterraneo, con la partecipazione a due tra i maggiori eventi sul tema in programma a Roma: il seminario internazionale organizzato dall’Istituto Aspen dal titolo “Media, bisiness and societies: a platform for charge”. Il presidente Giuseppe Papaleo è stato invitato a sedere al tavolo dei partecipanti, animando un intenso dibattito, che ha visto impegnati studiosi, giornalisti ed esperti provenienti da tutto il mondo per il pomeriggio di domenica 15 aprile e per tutta la giornata di lunedì 16 aprile.

Il programma è stato inaugurato con il dibattito di apertura sul tema “The media in the face of chanche”, guidato dalla giornalista Lucia Goracci, corrispondente del TG3, in compagnia di Soufiane Ben Farhat, caporedattore de La Presse de Tunisie, e di Mona Elthawy, giornalista e blogger egiziana. Al dibattito a preso parte anche l’On. Enrico Letta nella sua qualità di vice chairman dell’Aspen Institute Italia.

La giornata del 16 aprile si è aperta con una sessione di discussione sul tema “The Message and the messanger: creative media projects”. Ha aperto i lavori il coordinatore delle attività internazionali dell’Aspen Italia, Roberto Menotti e chirman della sessione è stato Gianni de Michelis, presidente dell’IPALMO ed ex ministro deglia affari esteri.

I panel successivi hanno affrontato temi quali l’evoluzione dei media rispetto alla creazione di nuove reti di business, lo sviluppo di progetti educativi e artistici nel Mediterraneo, gli effetti delle “primavere arabe” sugli equilibri geopolitici, ecc.

Un panel speciale è stato dedicato al tema “Arab societies through Italian eyes”, una conversazione con Emma Bonino, vicepresidente del Senato.

Lo IASEM ha sottolineato il suo impegno in progetti di alto contenuto scientifico e tecnico per la generazione di legami sempre più stretti nel Mediterraneo, constatando l’assoluta necessità di sviluppare azioni concrete che rafforzino la conoscenza tra le diverse anime mediterranee.

Mercoledì 18 aprile, l’Ing. Giuseppe Papaleo è intervenuto al convegno internazionale promosso dalla Fondazione Alcide De Gasperi e dalla Konrad Adenauer Stiftung sul tema L’UNIONE EUROPEA E LE STRATEGIE DI STABILIZZAZIONE POLITICA E SOCIALE DEI PAESI EXTRAEUROPEI DEL MEDITERRANEO, presso il Senato della Repubblica. I lavori si sono svolti alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e hanno visto gli interventi del Presidente del Senato Renato Schifani, dell’On. Franco Frattini, Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi, del Dr. Jens Paulus, Direttore della sezione USA/UE della Fondazione Konrad Adenauer, oltre che dell’ex Presidente della Repubblica libanese, Amine Gemayel, della direttrice della KAS di Roma, Katja Christina Plate, e del Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok.

Nella sessione pomeridiana, si è aperto un dibattito sul tema dei rapporti euro-mediterranei e l’Ing. Giuseppe Papaleo è intervenuto, esponendo l’esperienza  dell’ultimo anno di attività dello IASEM e mettendo in luce la questione centrale della creazione di uno spazio comune euro-mediterraneo, fondato soprattutto su un lavoro decisivo sul tema dell’identità mediterranea.

Papaleo ha posto alla platea la questione della messa in campo di azioni concrete per l’avvicinamento tra Sponda Sud e Sponda Nord, azioni necessarie alla stabilizzazione dell’area.

***

Die vergangene Woche hat Iasem mit der Teilnahme in Rom an zwei wichtigen Veranstaltungen zum Thema sehr in der Debatte Über Europa -mittelmeer beteiligt gesehen.

Am 15 und 16 April hat Iasem das internationale Seminar vom Aspen Institute organisiert. Das Thema war: “media, business and societies: a platform for charge.”

Prasident Giuseppe Papaleo wurde am Tisch der Teilnehmer eingeladen, wo er eine animierte und intensive Debatte mit Wissenschaftlern, Journalisten und Experten aus der ganzen Welt gesteuert hat.

Das Programm wurde mit der Debatte zum Thema  ”the media in the face of chance”

von der Journalistin Lucy Goracci , Korrespondent des Tg3, mit Soufiane Ben Farhat , Chefredakteur von La Presse de Tunisie  und mit Mona Elthawy  aegyptische Journalistin und Blogger, gefuhrt.

An der Debatte hat auch On Enrico Letta , als vice chairman des Aspen Institute  Italien teilgenommen.

Der Tag des 16. April begann mit einer Diskussionsrunde zum Thema ” the message and the messanger: creative media projects.”

Der Koordinator der internationalen Aktivitäten des Aspen Italien war Roberto Menotti.

Vorsitzender war Gianni de Michelis, Präsident  von IPALMO und ehemaliger Minister für  Auswärtige Angelegenheiten .

Die anschliessenden Panels haben Themen wie die Entwicklung der Medien als neue Business-Netzwerken, die Entwicklung der künstlerischen und pädagogischen Projekten im Mittelmeerraum, die Auswirkungen des “arabischen Frühling ” auf dem geopolitischen Gleichgewicht, usw.

Ein spezielles Panel wurde zum Thema “arabischen Gesellschaften durch italienischen Augen”,gewidmet;  ein Gespräch mit Emma Bonino , Vizepräsidentin des Senats .

IASEM hat sein Engagement fuer Projekte von hoher wissenschaftlicher und technischer Inhalte für die Erzeugung von zunehmend enge Beziehungen im Mittelmeerraum unterstrichen.

Für IASEM  ist es eine  absolute Notwendigkeit , konkrete Massnahmen die das Verständnis zwischen den verschiedenen Seelen des Mittelmeer starken, zu entwickeln.

Mittwoch, 18 April, Ing. Giuseppe Papaleo hat auf der internationalen Konferenz Über die Europäische Union und Strategien der politischen und sozialen Stabilität in den Mittelmeerländern außerhalb Europas geprochen. Die Konferenz wurde von der Fondazione Alcide De Gasperi und Konrad Adenauer Stiftung organisiert und fand im Senat statt.

Die Debatte wurde in Anwesenheit von Staatspräsident Giorgio Napolitano durchgeführt und sah Interventionen durch den Präsidenten des Senats Renato Schifani, Hon. Franco Frattini,  Präsident der Fondazione Alcide de Gaspari , Dr. Jens Paulus, Direktor für US/EU Konrad Adenauer Stiftung, sowie dem ehemaligen Präsidenten der Republik des Libanon ,

Amine Gemayal, der Direktor des KAS in Rom, Katja Christina Plate, und der Präsident des Europäischen Parlaments für Auswärtigen Ausschusses, Elmar Brock.

Am Nachmittag eröffnete sich eine Debatte Über die Beziehungen Europa – Mittelmeer wo Giuseppe Papaleo aufgetreten ist.

Seine Erfahrungen der letztjährigen Aktivitäten von Iasem betonen die Wichtigkeit der Schaffung eines gemeinsamen euro-mediterranen  Raum dass vor allem auf einer Arbeit Über das Thema der  Identität des Mittelmeer basiert ist.

Papaleo hat Über die Notwendigkeit von konkreten Maßnahmen gesprochen  die  zu einer  Annäherung zwischen South Shore und North Shore fuhren sollen.

Folgende Aktionen sind nötig für die Stabilisierung der Region.

L’Eurozona, la Merkel, il debito.

Proponiamo l’editoriale di Michele Salvati uscito il 7 febbraio 2012 sul Corriere della Sera.

La grande crisi finanziaria che ha attraversato l’Europa ha fatto affiorare con chiarezza una serie di criticità soprattutto politiche che affliggono l’UE. Criticità ben evidenti e dichiarate anche prima di questa crisi, che tuttavia l’ondata di paura, di restrizioni, di tracolli economici e finanziari, insieme ad una “psicosi collettiva da spread” hanno reso più urgente da affrontare.

Che soggetto politico è l’UE? In che direzione sta andando o potrebbe andare?

L’articolo che proponiamo è un’analisi sintetica, che può esser utile a generale una dibatitto. E forse i dibattiti costruttivi sono ciò di cui avrebbe di nuovo bisogno il processo di costruzione di una Europa reale.

***

 

Corriere della Sera – 7 febbraio 2012

Angela da Giussano

Se i Paesi della zona euro fossero regioni di uno Stato sovrano, le difficoltà in cui alcuni di essi incorrono nel finanziare i loro debiti pubblici non avrebbero ragion d’essere: nel suo insieme, l’Eurozona sarebbe perfettamente in grado di finanziarli senza conseguenze negative sui mercati. Il nostro ipotetico Stato sovrano avrebbe infatti partite correnti in equilibrio e non necessiterebbe di continui afflussi di capitale, come invece avviene per altre aree valutarie; il suo disavanzo pubblico sarebbe modesto, e del tutto sostenibile sarebbe anche il rapporto tra debito e Pil; soddisfacenti sarebbero infine i suoi equilibri monetari: l’inflazione dell’Eurozona è minore che in altri grandi Stati e non ci sono segnali di tensioni nel prossimo futuro. Rifinanziare il debito in scadenza e anche crearne di nuovo, entro certi limiti, non porrebbe dunque alcun problema. I problemi sorgono perché i Paesi dell’Eurozona non sono regioni di un unico Stato sovrano, perché la Grecia o l’Italia non sono il Nebraska o la California.

Che sarebbero insorti problemi dopo aver creato un’area valutaria comune tra economie assai diverse lo si doveva sapere: l’Eurozona è lontana dai caratteri che contraddistinguono un’area valutaria «ottimale», come la definiscono gli economisti. Seppure imperfetta, c’è una libera circolazione di merci e capitali, ma definire imperfetta la circolazione del lavoro è un eufemismo, frenata com’è da elevate barriere linguistiche e culturali. Gli Stati che la compongono sono soggetti a choc e a tendenze economiche molto differenti e avrebbero bisogno di politiche monetarie diverse, che la comune appartenenza all’euro non consente. E soprattutto mancano forti meccanismi di redistribuzione fiscale. Mancano perché il bilancio della Ue è irrisorio, e vincolato a poche politiche comuni, se confrontato con i bilanci di grandi Stati e alla flessibilità con la quale possono essere usati per politiche ridistributive. Insomma, mancano perché la Ue non è uno Stato sovrano e ci sono forti resistenze a trasformarla in una vera federazione, con un Parlamento eletto dai cittadini europei, un governo responsabile di fronte al Parlamento e un bilancio federale di dimensioni sufficienti ad attuare politiche ridistributive e strutturali in grado di contrastare gli squilibri economici e sociali esistenti tra gli Stati che la compongono.

A sua volta, all’origine della mancanza di un vero Stato federale sta il fatto che non c’è abbastanza «nazione» per sostenerlo, anche se per nazione ci limitiamo ora a intendere quei sentimenti di solidarietà e fiducia che inducono le regioni più ricche e meglio governate ad aiutare le regioni in difficoltà. La speranza che i problemi insorti con la moneta unica provocassero passi avanti significativi nella costruzione di una federazione, è stata sinora delusa. È vero che una considerazione lungimirante degli stessi interessi del suo Paese dovrebbe indurre la signora Merkel a più miti consigli, a garantire concessioni che evitino il tracollo degli Stati più deboli e forse della stessa moneta comune. Ma è altrettanto vero che fare accettare queste concessioni all’opinione pubblica tedesca e sopravvivere politicamente non è facile. In un altro momento storico, un grande statista, Helmut Kohl, riuscì nell’impresa: ma allora si trattava di riunificare la Germania facendo leva su un fortissimo senso di nazione e, ciò nondimeno, ci furono resistenze di fronte alla generosità del suo disegno.
Le difficoltà politiche si sono sinora rivelate insuperabili nei confronti dell’aiuto ai Paesi più deboli dell’Eurozona: le ragioni del raziocinio e di un self-interest illuminato non riescono a contrastare la mancanza di solidarietà e di fiducia dei cittadini tedeschi nei confronti di questi Paesi.

Gli italiani dovrebbero essere i primi a capirlo, e non solo per la consapevolezza del malgoverno passato. Noi siamo una nazione racchiusa in uno Stato sovrano e quindi non si pongono i problemi che ho prima descritto per l’Eurozona, un’area complessivamente forte ma che non vuole rispondere, e può non farlo, per le difficoltà delle sue regioni più deboli, un’area che non vuole trasformarsi in Stato. L’Italia è minacciata dalla speculazione internazionale, ma risponde a queste minacce nel suo insieme, finché ci riesce: essere Stato sovrano significa anche questo. Tuttavia il senso di unità, di cittadinanza comune, di solidarietà nazionale che dovrebbe sostenere uno Stato ben funzionante è incrinato da tempo, e nel Nord del Paese sono diffusi e alimentati ad arte, nei confronti dei meridionali, gli stessi sentimenti che nutrono i tedeschi nei confronti degli italiani: essendo parte dello stesso Stato, i cittadini del Nord leghista non possono rifiutarsi di onorare il debito comune, certamente non solo «colpa» del Sud, ma sarebbero ben lieti di trattare i meridionali come i tedeschi trattano gli italiani, di recedere dal patto che ha fondato il nostro Stato. Come pretendere solidarietà dai tedeschi se ce n’è così poca anche tra italiani?

Le ragioni di consenso politico immediato che motivano la signora Merkel e, nel suo piccolo, la Lega, si capiscono benissimo. Ma la cancelliera è il capo di un grande Stato, della maggiore potenza europea, e dovrebbe farsi guidare da obiettivi da grande statista, gli stessi che guidarono Helmut Kohl. Così sinora non è stato. Della situazione in cui si trova oggi la Grecia, non è certo responsabile. Ma del suo aggravamento le politiche da lei sostenute – too little, too late , troppo poco, troppo tardi – portano una responsabilità non piccola.

TRA LA GENTE DI TUNISI

Tunisi, 28 luglio 2012, ore 13.00

Un fiume di umanità si muove su Avenue Bourguiba, il viale centrale della città; un pezzo d’umanità fatta di artigiani, impiegati, studenti, piccoli negozianti, figli di benestanti, casalinghe, tassisti, ecc.

Stiamo tornando dalla sede dell’Utica dove si è appena svolto il meeting internazionale sulla democratizzazione. Abbiamo ancora nella mente le parole di Hans-Gert Pöttering sull’economia sociale di mercato, il volto del Ministro Moncef Ben Salem, segnato da 14 anni di prigionia sotto il regime di Ben Alì, di cui 10 in isolamento, e il discorso sulla difficoltà dell’ancoramento dei valori democratici del Ministro Mabrouk, quando veniamo catapultati proprio in quella Tunisia di cui parlavamo fino ad un momento prima.

Siamo imbottigliati nel traffico e il nostro autista Nur Eddin ha cominciato a perdere la sua calma serafica, per diventare sempre più agitato. “Decine di migliaia di persone nel centro di Tunisi!” - ha detto concitato, e poi ha aggiuto: “L’hanno detto alla radio!”

Appena un anno fa la rivoluzione, e il Paese è ancora in grande movimento.

Abbiamo chiesto a Nue Eddin di accostare e gli abbiamo detto di aspettarci lì. Ci siamo riversati anche noi su Avenue Bourguiba, attirati dagli slogan, dai canti, dal fiume di umanità che inondava Tunisi.

La radio diceva la verità, decine di migliaia di persone a manifestare per i propri diritti, e questo è stato il primo segnale che ci ha fatto comprendere quanto le cose fossero cambiate dal nostro ultimo viaggio: nella nuova Tunisia c’è libertà di parola. I media possono dire la loro verità e si può criticare apertamente il governo. Oggi è possibile che migliaia di persone si riuniscano in una grande manifestazione per esprimere il proprio dissenso.

Ci siamo messi a camminare tra quella massa di gente e abbiamo cominciato a chiedere per cosa manifestassero; subito si è avvicinato Walid, studente di Ingegneria all’Università di Tunisi, e ci ha detto che quella era una manifestazione per la libertà.

Il popolo chiede al governo di non lavorare solo in funzione delle prossime elezioni, di non perdersi in giochi di potere, ma di avviare subito il processo delle riforme. I Tunisini chiedono investimenti per rilanciare l’economia, provvedimenti per abbattere le forme di autoritarismo che persistono, nuove regole per rendere sempre più trasparente la comunicazione, chiedono al governo di operare a favore delle masse povere e dei giovani.

Tra la gente di Tunisi, abbiamo potuto respirare un po’ dell’atmosfera delle cosidette “primavere arabe”, un’atmosfera più densa di quel che appare, sempre più consapevole e complessa.

Il processo avviato ancora deve mostrare tutte le sue conseguenze e sarà certamente lungo.

Pierpaolo Grezzi   

The IASEM delegation was received by the Tunisian Minister of Culture Mehdi Mabrouk (Italian/English)

Tunisi, 28 gennaio 2012 – La delegazione dello IASEM è stata ricevuta dal Ministro della Cultura tunisino, Mehdi Mabrouk.

Durante l’incontro, il Ministro ha spiegato le priorità del proprio Dicastero, in primis la difesa del patrimonio ricco artistico tunisino ed il rilancio del turismo culturale, oltre che la necessità di avviare grandi progetti internazionali per dare ai giovani tunisi la possibilità di entrare in circuiti culturali di elevato livello.

Il Presidente dello IASEM ha esposto i progetti che l’Istituto sta sviluppando proprio nella direzione della formazione delle classi dirigenti e nella cooperazione tra sponda Sud e sponda Nord del Mediterraneo.

All’incontro erano presenti anche Taher Ghalia, direttore del Museo del Bardo, e Ahmed Ferjaouli, direttore dell’Istituto Nazionale del Patrimonio Tunisino.

Il Ministro e gli alti dirigenti hanno espresso l’intenzione formale di avviare delle collaborazioni con l’Istituto Italiano per lo sviluppo di progetti che veda la Tunisia come partner.

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The IASEM delegation was received by the Tunisian Minister of Culture Mabrouk

Tunis, January 28, 2012- The IASEM delegation was received by the Tunisian Minister of Culture Mehdi Mabrouk.

During the meeting, the Minister explained the priorities of his Ministry; first of all, the defense of the rich artistic heritage of Tunisia and the revival of cultural tourism, as well as the need to start large- scale international projects to give Tunisian young people the opportunity to enter in high cultural level circuits.

The President of IASEM outlineed the projects that the Institute has been developing in direction of training the ruling class and in the cooperation between the southern and the northern shores of the Mediterranean.

The meeting was also attended by Taher Ghalia, director of Bardo Museum, and Ahmed Ferjaouli director of the National  Heritage Institute in Tunis.

The Minister and the high authorities have expressed their formal intention to start collaboration with the Italian Institute for the development of project that see Tunisia as partner.

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