Nella cornice di una delle piu’ incantevoli città pugliesi, Ostuni, si è dato inizio alla terza edizione della Summer School in Strategie Euro-mediterranee, che vanta la presenza di vari giovani esperti in politiche internazionali provenienti dall’Egitto, Israele, Marocco, Libano e diverse regioni del Sud Italia.
Il dibattito è stato aperto dal Presidente dello Iasem, l’Ing. Giuseppe Papaleo il quale, dopo aver illustrato gli obiettivi strategici, il modus operandi e i progetti finora sviluppati dalla sua associazione, ha spiegato la motivazione che ha spinto lui e il suo staff ad organizzare una settimana di approfondimenti sui temi relativi ai processi di democratizzazione in atto nei Paesi del Bacino del Mediterraneo. E’ stato scelto proprio il tema del “Concetto di Democrazia” perché è sembrata evidente l’urgenza di approfondire e discutere l’idea che tutti noi abbiamo di democrazia, in un momento storico in cui le masse della sponda sud del Mediterraneo hanno posto all’attenzione mondiale la questione democratica e in un momento in cui, in quasi tutti i Paesi della sponda nord del Mediterraneo, la crisi finanziaria sta mostrando la fragilità di certi sistemi democratici.
Il concetto di “democrazia” viene declinato in modo differente a seconda del punto di vista, del contesto socio-culturale, geopolitico da cui si proviene. Pertanto, sin dal questo primo giorno è stato interessante ascoltare il punto di vista di Rouba El Helou, reporter e giornalista libanese che ha eccellentemente analizzato il concetto di democrazia nel suo Paese, sotto diversi profili: politico, economico, sociale e culturale. Il Libano è indubbiamente uno dei Paesi con maggiori presenze e dinamiche religiose, sociali e culturali interne. Dall’esterno appare una terra perfetta, la cosiddetta “Svizzera del Medio-Oriente”, considerate la presenza di fondazioni bancarie stabili e lo stile dinamico della popolazione libanese e le sue interconnessioni col mondo. Nonostante questa positiva percezione, la realtà risulta essere totalmente diversa e resta ancora molto da fare affinchè si possa parlare di una vera e propria comunità civile democratica.
Resta, ad ogni modo, ancora molto da fare in tutto il Bacino del Mediterraneo; come ha affermato il Dott. Pierpaolo Grezzi, per “approdare” ad un efficace sistema democratico occorre innanzitutto una “rivoluzione culturale” e una presa di coscienza di se stessi, delle proporie potenzialità e del contesto circostante. Il mondo ha bisogno di cittadini consapevoli e responsabili.
E’ necessario approntare metodi e categorie innovativi e validi globalmente, che possano essere usati come strumenti per estendere i principi democratici a tutti: è fondamentale costruire un nuovo modo di pensare la democrazia, che sia estendibile a tutti. E’ essenziale trovare un linguaggio che possa esser accessibile e usato da tutti.
Il giorno seguente la prima sessione di discussione si è aperta con l’intervento della Prof.ssa presso l’Università LUISS di Roma, Marina Mancini, la quale ha spiegato il concetto di “democrazia” da un punto di vista meramente giuridico, focalizzandosi principalmente su quanto è citato, a riguardo, dai viari trattati dell’Onu e dell’Unione Europea. La docente ha poi introdotto la presentazione del paper di Giovanni Luchetti, specializzando presso l’Università Pontificia Gregoriana di Roma sull’ideale di carità nelle tre religioni monoteiste.
La seconda parte della vivace discussione è stata coordinata dalla docente e giornalista, Azzurra Meringolo la quale ha analizzato il concetto secondo cui l’Islam può essere o meno compatibile con un sistema democratico per poi concentrare la sua attenzione maggiormente sul caso Egitto, Paese dove vive per motivi accademici e professionali. Il concetto di democrazia in Egitto è stato affrontato successivamente da Dina Talaat Badr Elsayed, giovane esperta del Ministero degli Affari Esteri egiziano, la quale ha raccontato le percezioni degli egiziani circa la democrazia e definito gli ostacoli che il Paese, purtroppo, ancora oggi incontra nel processo di democratizzazione dell’intera cittadinanza.
Il tutto si è concluso con una visita guidata della città, quale uno dei tanti momenti di aggregazione e scambio di idee tra i giovani e le loro esperienze.















